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La sua imponente struttura, che offre 55 comodi posti letto,
si adagia sulla spalla dell’Aiguille di Chàtelet, l’ultimo avamposto prima di
addentrarsi nel cuore del Monte Bianco.
Il rif.Monzino si erge tra i tormentati ghiacciai del Brouillard e del Freney, a
loro volta circondati dallo splendido e severo anfiteatro costituito dall’
Aiguille Noire, dalla Cresta di Peuterey, dagli enormi pilastri del Monte Bianco
e delle creste dell’ Innominata e del Brouillard.
Questo scenario ha scatenato paure e timore nell’animo degli alpinisti che negli
anni si sono avventurati su queste cime, ma la severità e l’imponenza
dell’ambiente ha soprattutto esaltato la fantasia e il genio di alcuni dei più
forti scalatori di ogni epoca.
Le salite della Cresta dell’Innominata, della Cresta del Brouillared, della
Cresta Integrale di Peuterey, del Pilone Centrale hanno segnato tappe
fondamentali della storia dell alpinismo classico e sono tutt’oggi delle
splendide ascensioni, di grande respiro, che ogni scalatore ambisce ad avere nel
suo curriculum.
Ma non solo, infatti nemmeno i migliori climbers e ghiacciatori dell’epoca
moderna sono rimasti insensibili al fascino di questi luoghi. Ne è
testimonianza la frenetica attività di Motto e Gabarrou, che con vari compagni
di avventura, hanno firmato un numero impressionante di vie di varie difficoltà, con
una etica sempre rigorosa. L’eccletticità del francese lo ha reso
protagonista anche sul ghiaccio e misto, dove, accompagnato dai migliori
scalatori degli anni ’90, ha aperto vie molto impegnative in un ambiente
grandioso.
Ci si potrebbe soffermare molto più a lungo sugli itinerari aperti dai grandi
alpinisti della nostra epoca: Marsigny, Boivin, Long, Dumarest, Vogler, Piola,
solo per citare alcuni nomi, hanno contribuito a rendere il bacino alle spalle
del rifugio Monzino una zona dalle enormi possibilità alpinistiche, con una
grandissima scelta di salite, adatte a tutte le capacità.